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EDITORIALE
Ottobre 2009
Un buon soldato di Cristo Gesù…
URIA, LUCE DEL SIGNORE
Spesso
leggiamo il capitolo 11 del secondo libro di Samuele semplicemente
focalizzando le colpe di Davide, il quale si macchia di adulterio,
di omicidio e di menzogna.
Dimentichiamo
però che il capitolo contiene la storia di un uomo annoverato fra
gli eroi dell’esercito di Davide.
Tragedia e fede
si fondono insieme, mostrandoci come si possa continuare a credere
ed a confidare nel Signore nonostante le ingiustizie che così spesso
ci assalgono.
Il nome Uria
significa l’Eterno è la mia luce o Luce di Dio e,
nonostante la sua drammatica fine, raffigura i figli di luce,
simbolo di quanti vivono e sono disposti anche a morire perché
questa luce continui a splendere attorno a loro e per mezzo di loro.
In che modo
brillò la luce di Uria?
1.
BRILLO’ PER LA SUA FEDE
Ef. 5:8
… eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore.
Uria è un
Ittita discendente di Heth, secondo figlio di Canaan.
Il popolo degli
Ittiti fiorì in Asia Minore intorno al 1900 ed il 1200 A.C., ed
abitava la parte centrale dell’Anatolia, la moderna Turchia, ed in
seguito il nord del monte Libano.
La loro storia
si intreccia con quella dell’antico popolo di Israele: Abramo comprò
la caverna di Macpela da un Ittita (Gen. 23:10-20); Esaù sposò due
donne Ittite (Gen. 26:34).
Dopo la presa
di Gerico e di Ai, Giosuè stesso dovette combattere contro una
coalizione di popoli che comprendeva, fra l’altro, gli Ittiti (Gios.
9:1).
Era un popolo
di commercianti, figura dell'attaccamento al denaro, dell'avarizia,
del servizio a Mammona, della cupidigia che genera sollecitudini e
desideri malsani.
Nonostante le
sue radici, Uria sposò una donna che apparteneva al popolo del
Signore, e per far ciò abbracciò la fede nel vero Dio, con tutte le
implicazioni e le responsabilità che ciò comportava.
Nonostante le
sue origini, è disposto ad un cambiamento radicale, pur di servire
una giusta causa.
Non importa
quali siano le tue origini: se sei disposto a lasciare che lo
Spirito Santo ti trasformi, potrai divenire uno strumento prezioso
nelle mani del Re dei Re.
2.
BRILLO’ PER IL SUO VALORE
Matt.
5:14 Voi siete la luce del mondo
Il fatto che il
nome di Uria venga incluso nella lista dei valorosi guerrieri al
servizio del Re Davide (II Sam. 23:39; I Cr. 11:41;) rivela quale
fosse il valore di quest’uomo.
Esaminando
questo elenco notiamo che si tratta di valorosi guerrieri (II Sam.
23:8), forti e valorosi (I Cron. 11:26).
Per essere
ammesso in un esercito così “prestigioso” doveva eccellere per
valore e capacità, fatto che denota una certa disponibilità alla
disciplina, all’impegno.
Sicuramente
Uria avrà sviluppato le sue qualità di combattente in seguito
all’esercizio, a costo di sofferenze e rinunce.
Se alla
stragrande maggioranza delle persone dei nostri giorni parole quali
disciplina, impegno, rinuncia possono sembrare sorpassate, da
relegare quindi nel linguaggio di un tempo antico, il popolo di Dio
non può fare a meno di applicarsi alla pratica delle sempre attuali
verità dell’insegnamento del Signore Gesù:
Se uno viene a
me e non odia suo padre, sua madre, e la moglie, i fratelli, le
sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.
E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere
mio discepolo… Così dunque ognuno di voi, che non rinunzia a tutto
quello che ha, non può essere mio discepolo (Luca 14:26,27,33)
3.
BRILLO’ PER LA SUA ABNEGAZIONE
Matt.
5:15 …e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente;
anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che
sono in casa.
Un’altra delle
numerose qualità che contraddistinguono Uria è senz’altro la sua
incondizionata fedeltà al re Davide, che lo conduce alla totale
abnegazione.
Pur essendo
chiamato a casa continua ad essere un buon soldato,
che non si immischia in faccende della vita civile, perché
vuole piacere a colui che l’ha arruolato (2 Tim. 2:4).
Uria è infatti
disposto a rinunciare alle comodità personali sopportando … le
sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. (2 Tim. 2:3).
Rinuncia a
dormire a casa sua nonostante il lungo viaggio (11:9,10), e si
mantiene pronto per la battaglia perché è un soldato in guerra, ed “in
tempo di guerra non c’è congedo” (Eccl. 8:8).
Non depone mai
le sue armi!
L’esercito che
il Signore approva è composto da ferventi credenti pronti al
sacrificio, mai disposti ad arrendersi né a deporre le armi.
Perciò
prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere
nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il
vostro dovere
(Ef. 6:13).
4.
BRILLO’ PER LA SUA COERENZA
Ef. 5:9 …
poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà,
giustizia e verità.
La rettitudine
di Uria colpì profondamente il re Davide, il quale non poté
sopportarlo, e decise di far morire Uria, cioè di spegnere tale
luce.
Le tenebre si
scontrano sempre con la luce; la disubbidienza ed ogni altra
mancanza vengono sempre svelate dalla luce.
Le qualità di
Uria che Davide cercò di colpire, rappresentano da sempre ciò che il
mondo vuole “spegnere” nel cuore del popolo di Dio: la sua capacità
di essere luce nel Signore, cioè di testimoniare con potenza,
coerenza e perseveranza la potenza dell’amore di Dio.
Lo stesso tipo
di protezione riservato da Dio al suo fedele servo Uria viene
garantita ancora oggi ad ogni credente che sinceramente cerca di
servire il Signore.
5.
BRILLO’ PER IL SUO CORAGGIO
Matt.
5:16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché
vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è
nei cieli.
Essendo uno dei
capi dell’esercito di Davide, Uria, al pari di Joab, sapeva dove
fosse il pericolo maggiore.
Ciononostante
Uria non si tirò indietro di fronte all’ordine del suo capitano ed
espose la sua vita, soccombendo per una causa che lo vede impegnato
anche a costo della sua stessa vita.
Tradito dal suo
stesso capitano, muore insieme ad altri uomini innocenti.
Dio stesso
sorse in difesa del suo servo, riprendendo pubblicamente Davide per
mezzo del profeta, e svelando la sua colpa:
Perché dunque
hai disprezzato la parola del SIGNORE, facendo ciò che è male ai
suoi occhi? Tu hai fatto uccidere Uria, l'Ittita, hai preso per te
sua moglie e hai ucciso lui con la spada dei figli
di Ammon (II Sam. 12:9).
Nonostante la
sua tragica morte, la luce e la testimonianza di Uria continuano a
splendere ancora oggi.
Bat-Sceba
continuerà ad essere chiamata la moglie di Uria l’Ittita,
anche dopo la morte di quest’ultimo.
Il suo nome non
viene dimenticato, e continuerà ad essere una luce che splende e si
eleva al disopra delle tenebre.
Mentre ciascuno
di noi viene bombardato in modo continuo e subdolo da modelli di
comportamento che si ispirano alla volgarità, alla immoralità , ad
azioni illecite e perniciose, la Parola di Dio ci propone la figura
di Uria, il quale seppe essere all’altezza del suo compito, e che, a
distanza di secoli, appare ancora oggi come un modello di
comportamento e di fede da imitare.
È un invito
quindi che riguarda i più giovani, affinchè sappiano adottare
modelli di vita che permettano di diventare dei buoni soldati in
Cristo Gesù, così da realizzare il piano di Dio per la propria
vita.
Ma riguarda
anche i credenti di ogni età, affinchè ciascuno di noi perseveri
nella fede e sappia comportarsi in ogni tempo
in modo degno
del vangelo di Cristo
(Filippesi 1:27).
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